mercoledì 2 luglio 2008

I Giovani e il Lavoro


Il lavoro è ancora per i giovani una delle principali fonti di realizzazione? ‘Entrare in azienda’ rappresenta un traguardo e la realizzazione di un’aspirazione professionale? Esiste ancora il valore della carriera? E poi: quanto si è disposti ad interpretare la fl essibilità in termini di opportunità e a investire nella propria professionalità quando non esiste più la garanzia del ritorno dell’investimento fatto in termini di tempo e denaro? Per provare a rispondere a questioni tanto cruciali e comprendere gli orientamenti e le preferenze dei giovani, le motivazioni e i signifi cati attribuiti al lavoro, le percezioni e le aspettative nei confronti del proprio futuro, la Fondazione ISTUD ha realizzato il Progetto di Ricerca: “I giovani e il lavoro: la ricerca di senso tra fl essibilità e appartenenza”, i cui risultati verranno presentati nell’odierno convegno. L’indagine è stata realizzata grazie al contributo di un gruppo di importanti aziende italiane e multinazionali operanti in diversi settori e protagoniste di primo piano nel contesto internazionale. Il convegno di oggi intende essere un’occasione di dibattito tra i diversi stakeholder interessati alle dinamiche in atto nel rapporto tra giovani ad alta qualifi cazione in uscita dall’università e mercato del lavoro: istituzioni, accademia, aziende, giovani.

venerdì 27 giugno 2008

È in calo l´occupazione delle donne


Per la prima volta dopo anni l´occupazione femminile nella provincia di Milano è in calo. Dal 2004 le donne avevano sempre fatto registrare non solo incrementi positivi, ma anche aumenti di gran lunga superiori a quelli degli uomini. Nel 2007, invece, il numero delle assunte è sceso dello 0,9 per cento. Ma è tutto il mercato occupazionale a soffrire a Milano e provincia, e secondo l´Osservatorio sul mercato del lavoro di Palazzo Isimbardi fa registrare una sensibile battuta d´arresto: un modesto più 0,1 per cento, trainato solo dal forte incremento del lavoro part time. Tanto che, ipotizzano gli autori della ricerca, se si guardassero solo le ore di lavoro effettive il saldo occupazionale potrebbe essere addirittura negativo.
Dice Bruno Casati, assessore provinciale al Lavoro: «A Milano con l´Expo si annunciano 70/80mila nuovi posti di lavoro. Propongo un patto tra le istituzioni per raggiungere un´occupazione piena e stabile, e avviare già nel presente percorsi di formazione». Anche perché oggi si nota un «consolidarsi di lavoratori stabilmente instabili - osserva Pier Antonio Varesi, docente di Diritto del lavoro alla Cattolica - . C´è stato un capovolgimento: sono standard le occupazioni flessibili ed eccezionali quelle stabili». Negativo il trend per l´occupazione femminile. Dalla ricerca emergono infatti, oltre alla riduzione del numero di assunzioni, altri due elementi significativi. Il primo è relativo all´aumento tra le donne del lavoro indipendente, indicatore che si manifesta spesso nei momenti di difficoltà occupazionale: quando trovare un posto è un´impresa, ci si inventa letteralmente un´attività. Meno occupate, dunque, le donne. Ma più micro-imprenditrici. Il secondo elemento è relativo al numero dei disoccupati che un lavoro neppure lo cercano più: per le donne si è registrato in un solo anno un aumento addirittura del 34 per cento, dato che sembra testimoniare l´effetto «scoraggiamento» nei confronti del mondo del lavoro. Anche nei contratti a tempo determinato le cose non vanno meglio: nel 2007 le donne che lavorano con contratti a termine sono diminuite del 15,7 per cento, a fronte di un aumento maschile del 3,2 per cento.
In termini assoluti il mercato del lavoro nella provincia milanese è rimasto sostanzialmente immobile. E segnato dalla precarietà per i neoassunti. L´anno scorso ci sono state 757mila nuovi contratti di assunzione, che hanno interessato 420mila persone, di cui ben il 70 per cento a tempo determinato. Solo uno su tre viene assunto a tempo indeterminato. Una percentuale bassa, e che risente della registrazione di lavoratori neo-comunitari: nel 2007 si è infatti verificata una forte impennata delle assunzioni stabili per questi lavoratori, che hanno rappresentato quasi il 50 per cento del totale degli assunti a tempo indeterminato.

Francia. Il Senato adotta controversa legge sulla disoccupzione

Il Senato ha adottato ieri in prima lettura il progetto di legge sui «diritti e doveri dei richiedenti impiego» che prevede in particolare sanzioni in caso di rifiuto di due «offerte ragionevoli di impiego», un testo criticato da sindacati e sinistra. Partito socialista, Verdi e partito comunista hanno votato contro.
Il testo modifica il codice del lavoro, inasprendo gli obblighi dei disoccupati sotto pena di sanzioni. Il disoccupato che rifiuterà due «offerte ragionevoli di impiego» verrà radiato dalla lista del collocamento e il suo assegno verrà sospeso. Una offerta di lavoro è giudicata «ragionevole» dopo tre mesi di disoccupazione se il salario offerto rappresenta il 95 per cento del salario precedentemente percepito, dopo sei mesi se ne rappresenta l'85 per cento. Passato un anno, il disoccupato dovrà per forza accettare qualsiasi lavoro proposto il cui salario sia pari all'assegno di disoccupazione.
Inoltre, dopo sei mesi di disoccupazione, si è obbligati ad accettare anche un lavoro che preveda un tragitto - sui mezzi pubblici - uguale o inferiore a un'ora, o che sia situato a meno di 30 chilometri dal suo domicilio.
E voi che cosa ne pensate?